Co-produzione Teatro ragazzi

Cuor di coniglio

Scheda artistica

Questa è una fiaba, e come tutte le fiabe inizia con: C’ERA UNA VOLTA! C’era una volta un bambino. Si chiamava Vincent ed era un bambino felice. Amava molto leggere, dare strani nomi alle nuvole e risucchiare gli spaghetti facendo rumore. Molto rumore! Amava le carote, le torte di carota, il succo di carota, l’insalata di carote. Insomma, andava matto per le carote! Amava i boschi, gli occhiali da sole e fare la doccia con in testa un cappello da procione. E più di ogni altra cosa, amava ballare!!! Ma questa è una fiaba, e come in ogni fiaba, c’è un drago da sconfiggere: “ Vincent! Ma come ti sei vestito? E dai, torna qui… Scemo! Scemo! Scemo! Sei proprio un coniglio!!! Testa di rapa, mangia l’insalata! Testa di mota, mangia la carota! ” Vincent aveva così paura che quel drago lo divorasse, che il suo cuore iniziò battere forte. Troppo forte! Vincent se lo strappò dal petto e lo frantumò in mille pezzi. Poi si chiuse nel suo castello e non volle uscire mai più. Da allora è passato tanto tempo. Il cuore di Vincent è volato via nel vento. E Vincent non è più un bambino. Piove. Ma questa è una fiaba…e come in ogni fiaba che si rispetti, c’è bisogno di una Fata Madrina che aiuti Vincent a uscire dal suo “castello” e ritrovare il suo cuore! Solo che nel nostro caso la Fata Madrina si chiama Rosi ed è uno stralunato, strampalato, trasognato coniglio danzante. Inizia così un viaggio surreale e simbolico alla ricerca del cuore perduto, grazie al quale Vincent riuscirà ad affrontare le proprie paure e forse, a guardare se stesso e il mondo da una prospettiva nuova e inaspettata.

CUOR DI CONIGLIO è uno spettacolo dedicato al mondo dell’infanzia che, utilizzando un linguaggio leggero e poetico, vuole essere un inno alla libertà di essere diversi. Ci parla della bellezza che c’è nella fragilità, della necessità di superare la paura del giudizio degli altri. Dell’urgenza di abbattere i confini (fisici e mentali) che spesso ci imponiamo e della meraviglia di accettarsi e aprirsi all’altro. Mostrandosi, semplicemente, per quel che si è. CUOR DI CONIGLIO ci parla anche del potere dell’immaginazione e di quanto sia importante non mettere a tacere la parte più ludica e bambina contenuta in ognuno di noi. Per affrontare la vita con più leggerezza e ironia. Abbiamo deciso di narrare questa storia utilizzando principalmente il linguaggio del teatro fisico e della clownerie, in modo da rendere lo spettacolo universale e assolutamente accessibile a tutti. Abbiamo inoltre scelto di partire da una situazione così surreale, con due personaggi apparentemente inconciliabili e provenienti da mondi diversissimi, proprio perché il surreale è una delle caratteristiche dei racconti inventati dai bambini. Il loro mondo supera la realtà e abbatte ogni confine nel tempo e nello spazio. Perché un mondo in cui si può ancora immaginare, è un mondo in cui è possibile essere liberi. E nella nostra visione, il teatro rappresenta proprio il luogo dove i confini possono essere abbattuti.

Altri crediti

Disegno luci: Marco Oliani

Sound designer: Tommaso Marzini Della Ragione

Scenografia e costumi: Matilde Gori / Atelier scenografia Zaches

Con il sostegno residenziale di: Centro di Residenza della Toscana (Fondazione Armunia Castiglioncello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro), Wintergarten – Atelier di teatro permanente e In Tel Fade