Un’odissea
L’Odissea è il grande poema del ritorno e dello smarrimento, del viaggio che si prolunga oltre ogni previsione e che diventa destino. Al centro c’è Ulisse, l’eroe astuto e fragile, uomo di ingegno e di desiderio, che incarna l’eterno conflitto tra la nostalgia di casa e l’irrefrenabile spinta verso l’ignoto; è insieme guerriero e narratore, viaggiatore e sognatore, marito, padre e amante: un archetipo che parla ancora oggi alla nostra inquietudine. Raccontare questa storia ad un pubblico di tutte le età significa consegnare ai bambini un grande specchio in cui riconoscere le proprie paure e i propri desideri. I bambini, come Ulisse, vivono ogni giorno l’avventura di scoprire il mondo, di misurarsi con l’ignoto e di scegliere tra mille strade possibili.
La scena sembra il ponte di una nave, con cavi e casse a definire gli spazi, abitato da strumenti sonori unici, costruiti assemblando oggetti di uso comune in forme inattese. Ogni creazione è un compagno di viaggio che porta con sé un doppio volto: da un lato evoca visivamente i personaggi incontrati da Ulisse – sagome che richiamano ciclopi, sirene, divinità e creature mitiche – dall’altro è soprattutto uno strumento musicale, capace di generare timbri grezzi e stratificati nati dall’attrito dei materiali.
Così la materia quotidiana si fa epica e il gioco dell’invenzione diventa il ponte tra mito antico e immaginario contemporaneo, descrivendo lo sforzo solitario del naufrago di arrivare ad un porto e del narratore di arrivare ad un senso.
Così l’Odissea si fa presente: una narrazione intima e collettiva, dove la fragilità degli strumenti artigianali rivela la potenza dell’immaginazione e il viaggio di Ulisse diventa il viaggio di ciascuno di noi.
Durata: 60 minuti
Parole chiave: viaggio, nave-palco, mito, nostalgia, oggetti musicali
Genere: narrazione, musica, teatro d’oggetto
Crediti
Con: Francesco Picciotti
Di: Francesco Picciotti e Marco Ceccotti
Regia: Fabrizio Pallara
Costruzione oggetti musicali: Francesco Picciotti
Scene: Fabrizio Pallara e Francesco Picciotti
Si ringrazia Giuseppe Picciotti e Francesca Villa